Ha un infarto in ospedale: il Pronto soccorso è chiuso e lui muore cercando aiuto

Da EMSpedia.

E' successo in provincia di Monza e Brianza. Luigi Radaelli, 63 anni impresario edile residente a Giussano si è sentito male in auto . Il sindaco di Giussano, Gian Paolo Riva ha chiesto un intervento urgente della Regione: "Qui la gente muore in attesa che i grandi esperti della Regione decidano il futuro dell’ospedale"

Giussano (Monza e Brianza), 29 novembre 2013 - Avverte un forte dolore al petto ma il pronto soccorso è ancora chiuso e muore su una barella di fronte agli ascensori. Dopo oltre un’ora di rianimazione Luigi Radaelli, 63 anni impresario edile residente a Giussano in Brianza è morto per un arresto cardiaco, questa mattina poco dopo le 8. Il malore è stato avvertito circa un’ora prima, verso le 7, mentre stava raggiungendo in auto il posto di lavoro. Da anni l’impresario era seguito nel reparto di cardiologia dell’ospedale cittadino per i suoi problemi di salute e quando ha capito che aveva un infarto in corso ha deviato dal suo percorso abituale, i pochi chilometri che separano la sua abitazione dalla ditta, cercando di raggiungere l’ospedale Borella di Giussano. Una volta arrivato al cancello ha poi raggiunto il pronto soccorso che a quell’ora era chiuso. Dallo scorso mese di agosto il presidio ospedaliero di Giussano ha un pronto soccorso solo diurno: è aperto cioè solo dalle 8 del mattino fino alle 20 di sera. Non potendo essere visitato da nessuno l’uomo ha percorso il lungo corridoio verso gli ascensori per raggiungere il reparto di Cardiologia: l’obiettivo era arrivare al quarto piano dove si trova l’ambulatorio nel quale era in cura. Dopo aver premuto il bottone per raggiungere il reparto il 63enne giussanese si è accasciato al suolo perdendo i sensi. Immediato l’arrivo di un infermiera che ha dato l’allarme e ha iniziato il massaggio cardiaco.

In pochi istanti dal reparto di Cardiologia è arrivato un medico con il defibrillatore. Nel presidio medico non era ancora presente un anestesista o uno specialista della rianimazione che avrebbero potuto intubare il paziente visto che il pronto soccorso apriva solo alle 8. Anche la telefonata al 118 per l’arrivo di un’ambulanza ha visto l’intervento dell’unità coronarica proveniente da Monza che dista dall’ospedale di Giussano una decina di chilometri. Dopo oltre un’ora è stato dichiarato il decesso dell’uomo. Non poche polemiche aveva innescato nei mesi scorsi la chiusura notturna del presidio di emergenza del Borella. Proprio il sindaco di Giussano, Gian Paolo Riva ha chiesto un intervento urgente della Regione. «Qui la gente muore in attesa che i grandi esperti della Regione decidano il futuro dell’ospedale di Giussano – è stato il duro commento del primo cittadino della città brianzola – Da due anni a questa parte ci prendono in giro e il presidio ospedaliero della città è stato depauperato delle sue funzioni. Questo è il risultato».


Fonti

www.ilgiorno.it